La notizia è del 13 maggio: la Russia non gradisce la decisione degli USA di sanzionare a livello internazionale una delle più importanti banche del paese: Tempbank, colpevole, secondo l’America, di finanziare il governo siriano.
La sanzione era stata imposta cinque giorni prima dal governo americano, a causa dei finanziamenti che l’emittente di credito ha fornito al governo siriano. Secondo l’amministrazione USA questi finanziamenti sono inaccettabili a causa dei crimini di cui il governo del paese si è macchiato nei confronti dei suoi oppositori.
Secondo Mosca, invece, queste sanzioni altro non sono che una ennesima dimostrazione dei “doppi standard” del colosso commerciale, visto che ignorano le atrocità commesse dall’opposizione. Il ministro estero russo ha inoltre evidenziato come ciò non aiuterà in alcun modo la risoluzione del conflitto. Anzi: molto probabilmente non farà altro che aggravarla.
Riguardo questi fatti l’Europa si è tenuta discretamente da parte, anche se dal punto di vista militare e politico è sempre stata dalla parte dei militanti.
Abbiamo dunque da una parte una decisa scelta di intervento, dall’altra una scelta di decisa astensione. Quale delle due parti sarà premiata dai mercati? Scopriamolo esaminando il cambio EUR/USD.
La reazione dell’EUR/USD
Iniziamo ad esaminare la situazione partendo dal giorno in cui è stata comunicata la scelta di sanzionare Tempbank da parte gli USA: l’8 maggio il cambio EUR/USD era pari a 1.3912, e l’euro era appena stato lievemente svalutato rispetto al dollaro.
A seguito della diffusione della scelta degli USA, l’euro cade letteralmente a picco nei confronti del dollaro: il 12 maggio il cambio è pari a 1.3761 . In 4 giorni, l’euro ha perso nei confronti del dollaro ben 0.0151.
Dopo questa rovinosa caduta dell’euro abbiamo una giornata che potremmo definire di transizione, caratterizzata da una più lieve (seppur presente) perdita di valore dell’euro rispetto al dollaro. Il 13 maggio, infatti, l’EUR/USD si fissa pari a 1.3757.
Dopo la diffusione delle reazioni russe (e dell’inerzia europea), però, la situazione della moneta unica si aggrava ulteriormente: riparte infatti una vertiginosa caduta del valore dell’euro, che porta il dollaro a rafforzarsi sempre più, fino ad un ultimo valore riscontrato appartenente al 19 maggio, in cui il cambio EUR/USD era pari a 1.3703
In questo caso, data la vertiginosa perdita di valore dell’euro, non è difficile comprendere che il mercato valutario ha pesantemente sanzionato l’Europa per la sua scelta di non agire, favorendo invece l’inventiva americana.
Che il mercato valutario stia dalla parte dei ribelli siriani e non del mercato valutario?

Post a comment