Australia. Terra di opportunità e di speranza, grande ed emergente rivale degli USA che ancor oggi, nonostante gli studiosi abbiano decisamente ridotto i pronostici che la vedevano in continua e rapida crescita, rappresenta una speranza di un futuro migliore per moltissimi, tra cui numerosi abitanti del vecchio continente.
L’Australia non è, però, solo Sidney con la sua Opera House, nè è solo la sue costa affollata di turisti e di surfisti, come non è solo i suoi famosissimi parchi nazionali.
L’Australia è per la maggior parte un luogo arido, torrido nonostante gli intensi interventi umani volti ad ampliare le zone coltivabili e quelle in generale coperte di verde. E come ogni luogo arido in tutto il mondo, anche l’Australia ha un grande e pericoloso nemico: gli incendi.
Per tutto febbraio l’Australia è bruciata. L’incendio è nato i primi giorni di febbraio, ma in pochi giorni non solo si è allargato a macchia d’olio generando svariati milioni di danni in vegetazione bruciata, ma è arrivato anche a minacciare Sidney e, secondo alcuni media, a bruciare alcune delle case più periferiche.
Oltre 50000 ettari di parco nazionale sono andati distrutti e migliaia di persone sono state costrette a fuggire, nonostante gli oltre 2500 vigili del fuoco impegnati a tempo pieno a combattere le fiamme: una vera catastrofe naturale.
La reazione dell’AUD/USD
L’incendio che ha rischiato di distruggere Sidney è indubbiamente un disastro della stessa portata dei tornado che si abbattono sugli USA, ma saranno percepiti come calamità dal resto del mondo, e in particolare dal mercato valutario?
Vogliamo scoprirlo analizzando il cambio AUD/USD.
Le prime notizie degli incendi che devastavano l’Australia sono giunte intorno al 9 febbraio. In questa data l’AUD/USD era pari a 1.1177. In seguito a queste notizie, possiamo osservare sul brevissimo periodo un piccolo rafforzamento del dollaro americano: il giorno dopo, infatti, il cambio è pari a 1.1179.
Se spostiamo la nostra ottica verso il medio periodo, possiamo vedere come le oscillazioni dell’AUD/USD non siano costanti, anzi: spesso gli andamenti positivi e negativi per una moneta di intercorrono velocemente, anche se in generale possiamo notare una prevalenza di andamenti positivi per il dollaro americano: per quanto il dollaro australiano possa recuperare volta per volta, la moneta USA recupera sempre il terreno perduto.
Possiamo in particolare notare un picco particolarmente positivo del dollaro americano il 3 marzo, data in cui esso raggiunge il valore di cambio di 1.1233. In questa data gli incendi in Australia erano stati domati (essi sono stati definitivamente domati gli ultimi giorni di febbraio). Di seguito vi mostriamo il grafico dell’AUD/USD di quel periodo.
Paradossalmente, quindi, il dollaro australiano perde nettamente terreno una volta che ha finito di affrontare la sua calamità naturale. Ciò è comprensibile però se pensiamo al fatto che solo alcuni giorni dopo la fine di una calamità si hanno stime definitive riguardo al costo che tale disastro ha causato alla nazione, disastro che poi si è anche riverberato sull’AUD/USD.

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