Ultimo appuntamento della storia della numismatica. La settimana scorsa abbiamo parlato del sistema di tassi di cambio di Bretton-Woods e dei suoi problemi. Oggi vedremo come e perché esso è caduto e si è evoluto.
Il sistema dei tassi variabili
Proprio per i problemi di cui abbiamo già parlato, dal 1971 in poi il sistema sopracitato è stato abbandonato: la guerra in Vietnam, il forte aumento della spesa pubblica americana e del suo debito segnarono la fine del sistema, a causa della forte necessità di svalutare il dollaro.
I cambi passarono dall’essere fissi all’essere variabili, proprio quei cambi che conosciamo oggi.
Cambi variabili significano cambi che, appunto, si modificano quotidianamente, influenzati da vari fattori. Questo permette non solo alle varie banche centrali, di influire in varia misura sulle politiche monetarie, cioè di impostare cambi favorevoli di volta in volta alle esportazioni o alle importazioni, favorire periodo di forte crescita, o cercare di fermare periodi di depressione (cosa che è stata tentata più volte dalla BCE in questi ultimi tempi.
D’altro canto, è vero che i cambi tra numismatica hanno perso la loro antica stabilità: se osserviamo un qualsiasi grafico che raffigura l’andamento del tasso di cambio tra due valute, raramente troveremo due giorni di fila con lo stesso risultato.
I Bitcoin, la nuova numismatica?
Concludiamo ora con una nuova numismatica molto particolare: i bitcoin.
Cosa sono i Bitcoin?
Essi sono una valuta elettronica creata nel 2009 da un anonimo, che si era firmato con il nome falso di Satoshi Nakamoto. Questa moneta ha la particolarità di non avere un valore controllabile, poiché la sua creazione era decentralizzata.
La quantità di Bitcoin in circolazione è infatti limitata nel tempo, perfettamente prevedibile e conosciuta in anticipo da tutti i suoi utenti.
L’inflazione della valuta non può essere dunque influenzata da un ente centrale. Nel 2013 i Bitcoin hanno raggiunto un livello di scambio pari al 21% degli scambi effettuati nello stesso anno dalla valuta Cinese.
Come andranno a finire?
Il futuro di questa valuta è incerta: essa potrebbe essere attaccata frontalmente da qualche governo (anche se, legalmente, è impossibile bandire questa moneta virtuale: sono gli stessi utenti che, usandola, le attribuiscono un valore), potrebbe essere svalutata o, semplicemente, potrebbe non essere più utilizzata dai suoi utenti.
La particolarità di questa valuta (oltre a quella di non essere creata ed emessa da un governo), è che essa non fa uso, come abbiamo già accennato, di un ente centrale: essa usa un database distribuito tra i nodi della rete, che tengono traccia delle transazioni pur garantendo il più completo anonimato. L’unica cosa necessaria per effettuare un pagamento in questa valuta è che entrambe le parti abbiano un indirizzo Bitcoin.
In conclusione
Siamo così arrivati alla fine del nostro viaggio nella storia della numismatica. Abbiamo affrontato la creazione delle prime monete metalliche e poi di quelle cartacee. Abbiamo visto nascere i regimi monetari internazionali per commerciale tra stati diversi, ed abbiamo esplorato il mondo delle nuove valute.
Certo, la moneta è viva, e, proprio come ogni altro organismo vivente, essa è in continua evoluzione e mutazione. Non sappiamo se, tra vent’anni, i Bitcoin saranno ancora tra noi, e d’altronde non abbiamo molte più certezze riguardo le valute nazionali.
Chi vivrà, vedrà!

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