La notizia è ormai su tutti i telegiornali: Draghi ha deciso un ulteriore abbassamento dei tassi di interesse della BCE. Essi erano già al limite storico dello 0.15%, ma non è bastato: a causa della deflazione sempre più pericolosamente presente su tutto il territorio europeo, la BCE è stata costretta ad un’ulteriore manovra.
Cosa sono questi tassi di interesse, e cosa fanno l’abbiamo spiegato mercoledì nell’articolo: “Eurozona e BCE: cosa fanno esattamente?”
Draghi, tuttavia, è stato chiaro riguardo la possibilità futura di abbassare nuovamente i tassi:
«Ora siamo al limite più basso, arrivati al quale non sono più possibili aggiustamenti tecnici».
Questo intervento della Banca Centrale è, dunque, l’ultimo in tal senso: d’ora in avanti la BCE intende solamente alzare i tassi. Non paga di queste misure, la BCE ha deciso di movimentare tutti i tassi in suo controllo, pur di fermare la tanto odiata recessione: anche il tasso sui depositi e il tasso sui rifinanziamenti marginali hanno subito modifiche.
Il tasso sui depositi
Abbiamo già parlato anche del tasso sui depositi: quella parte dei soldi depositati dai clienti che le banche devono conservare per tutelare la liquidità.
Questo tasso, data la situazione non esattamente rosea in cui versa l’economia, era già negativo, e pari al -0.10%. (Il che vuol dire che la BCE forniva ulteriore liquidità alle singole banche.) Dopo il recente intervento, questo tasso è stato ulteriormente abbassato e portato al -0.20%.
Questa contromisura, in particolare, serve a spingere le banche a fornire credito a cittadini e imprese: se infatti le loro esigenze di liquidità sono coperte dalla BCE, essi non hanno motivo per mantenere del capitale “fermo”, perché esso non darebbe loro alcuna remunerazione.
Al contrario, investendolo tramite i prestiti essi hanno un guadagno (l’interesse che i prenditori di fondi devono corrispondere). Allo stesso modo, un maggior accesso al credito incoraggia l’economia.
Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale
Ultima variazione si è vista sul tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale. Esso è passato dallo 0.4 allo 0.30 per cento.
Cosa fa però questo tasso? Esso è, banalmente, il tasso che verrà calcolato sulle operazioni di rifinanziamento marginale. Occorre dunque chiarire cosa siano queste operazioni.
Un’operazione di rifinanziamento marginale avviene quando una banca ha bisogno di liquidità (perché non ha più, in cassa, capitale sufficiente a soddisfare la percentuale di riserva fissata per legge, oppure perché non ha liquidità sufficiente per eseguire un’operazione potenzialmente lucrosa, essendo le riserve intoccabili).
La suddetta banca si rivolge dunque alla BCE, che le fa un prestito: il tasso di interessi che l’istituto dovrà restituire è il nostro tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale.
Da questa spiegazione è semplice capire come un abbassamento del tasso possa rinvigorire l’economia: minore è il costo del denaro, più le banche potranno indebitarsi e, quindi, investire.
