Renzi l’ha recentemente confermato: il PIL italiano previsto per la fine del 2014 sarà pari a zero.
“Per il Pil non sono ottimista – ha spiegato Renzi – balliamo intorno allo zero e questo non è sufficiente per ripartire. Nel 2014 i dati non saranno buoni. L’anno prossimo cresciamo, a patto di mettere le risorse di Draghi in cose concrete come la scuola e le infrastrutture”
La notizia, quindi, conferma le ipotesi delle più grandi agenzie di Rating (in particolare Standard & Poor’s) che, ancor più negativamente del nostro premier, hanno ipotizzato un Pil italiano a fine anno non positivo, non neutro ma addirittura negativo (e per precisione pari al -0.1%).
Perché è una così brutta notizia?
Da sempre sentiamo dire quanto sia importante assicurare una crescita costante e duratura, ma per quale motivo?
Semplice: siamo in un mondo in costante evoluzione (soprattutto grazie alle nuove economie dei cosiddetti paesi in via di sviluppo, che ottenendo nuove quote di mercato grazie alla loro espansione commerciale degli ultimi tempi, di fatto “mangiano” fette della torta prima in mano alle economie già sviluppate da tempo, principalmente Europa e Stati Uniti d’America).
L’unico modo dunque per non impoverirsi è crescere costantemente: aumentando in maniera costante il proprio prodotto lordo, un paese riesce a rimanere nello stesso (più o meno) posizionamento economico rispetto agli altri.
L’unico modo per rimanere “uguali”, è dunque crescere costantemente.
Un’assenza di crescita del PIL (che, di fatto è un’assenza di crescita economica) vuol dunque indicare un relativo impoverimento del nostro paese rispetto a tutti gli altri. E’ dunque un’abbassamento del livello di benessere della Nazione.
Cosa vuol dire che il PIL non è aumentato?
Esattamente, quando un PIL cresce?
Esaminiamo per prima cosa il significato di PIL: Prodotto Interno Lordo. Ciò significa che il PIL altro non è se non un indicatore, che quindi ci dice quanto abbiamo prodotto.
Se il PIL cresce, vuol dire che abbiamo prodotto di più di quanto non abbiamo fatto lo scorso anno. Ad esempio, se il nostro pil cresce dell’1% e l’anno scorso abbiamo prodotto un milione in totale, vuol dire che quest’anno abbiamo prodotto un milione e diecimila.
Al contrario, se il nostro PIL decresce, abbiamo prodotto meno dell’anno precedente. Il caso dell’Italia non appartiene ai nostri esempi: il PIL stimato sarà dello 0%. Il nostro PIL non è variato rispetto all’anno precedente, quindi abbiamo prodotto esattamente (all’incirca) quanto l’anno scorso.
Ma se contiamo che buona parte del mondo nel frattempo si è arricchita, noi ci siamo relativamente impoveriti. Ecco perché l’obiettivo è una crescita costante del PIL.
