Il Giappone e la crescita che non c’è: si va a nuove elezioni

Se può consolare qualcuno, non siamo l’unico paese al mondo (tranquilli, nemmeno lontanamente) a non riuscire ad uscire dalla crisi economica, e quindi ad essere in recessione. Persino paesi che fino a poco tempo fa erano astri nascenti dell’economia mondiale stanno avendo problemi simili a quelli del bel Paese.

Un esempio? Il Giappone. Fino a qualche anno fa il paese del sol levante era considerato una delle principali minacce all’economia dei più potenti al mondo (soprattutto per gli USA), al pari di Canada e Australia.

Purtroppo, la crisi ha fortemente danneggiato anche la sua economia, trascinandola inesorabilmente verso la recessione. Shinzo Abe, primo ministro Giapponese, ha per questo motivo preso alcune importanti decisioni, da poco comunicate alla nazione ed al resto del mondo.

L’anticipo delle elezioni

Il premier ha deciso di rimettersi alla decisione della sua popolazione: ha infatti annunciato che scioglierà la cosiddetta Camera Bassa (il ramo più potente del parlamento) per permettere nuove elezioni a dicembre. In questo modo, secondo alcuni, Abe intende legittimare le misure (piuttosto impopolari, probabilmente) che vorrà introdurre in futuro.

Gli analisti ritengono che Abe perderà alcuni seggi in Parlamento, pur mantenendo la maggioranza necessaria a governare il Giappone.

Si rimanda l’aumento dell’IVA in Giappone

Come molti sanno, l’IVA giapponese è passata dal 5 all’8% lo scorso aprile. In programma vi era un successivo aumento dell’imposta sul valore aggiunto, che sarebbe passata al 10% ad ottobre. Shinzo Abe si è invece impegnato a varare questo rialzo nel 2017

Il presidente ha usato ottimi ragioni per differire la manovra: in primo luogo, l’economia mondiale (a detta di Abe) ha bisogno di una ripresa dell’economia del Giappone, per cui “perdonerà” questa piccola defiance.

A livello nazionale, invece, Abe pone la questione in modo diverso: il Giappone ha finalmente la possibilità di chiudere una spirale di 15 anni di deflazione, sarebbe dunque da schiocchi rischiare di rovinare tutto solo per aumentare l’Iva come annunciato.

In compenso, Abe ha annunciato il lancio di una serie di ammortizzatori sociali e stimoli pubblici che entreranno in vigore già nell’anno attuale; in particolare, è già previsto un budget addizionale per sostenere i consumi, che oltre ad aiutare l’economia aiuterà anche l’attuale governo alle elezioni amministrative previste in primavera.

Le reazioni del mercato

In generale, i mercati sembrano aver apprezzato le mosse del primo ministro nipponico, visto che l’indice principale del Giappone (il Nikkei) ha avuto un aumento del 2.1% a seguito della conferenza di Abe. Un risultato ancora più notabile se pensiamo che, il giorno precedente, lo stesso indice aveva invece perso il 3%.

D’altronde, la situazione economica del paese non è decisamente tranquillizzante: il PIL si è contratto dello 0.4% nell’ultimo trimestre, mentre in quello precedente esso era calato del 1.9%. In 3 trimestri su 4, il Pil nipponico ha visto il segno meno davanti al suo delta, e probabilmente lo sarà anche per il prossimo anno fiscale.

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