La borsa italiana festeggia, ma l’UE si trova sotto “assedio”

Otto gennaio, giorno successivo allo sconvolgente attentato in Francia. Ma se i nostri cugini ancora raccolgono le ceneri della strage, rinnovando le proteste contro il terrorismo e l’adesione al Charlie Hebdo (sono infatti salite alle stelle le richieste di abbonamenti annuali), l’Italia (e soprattutto la sua borsa) vive attimi d’oro.

Un mercato in fermento

A seguito degli ultimi verbali della Federal Reserve, infatti, tutta piazza affari era in fermento.

A questa tensione si è aggiunta l’aspettativa per le nuove mosse dell’UE, visto che Draghi ha lasciato intendere in una lettera di risposta dell’interrogazione presentata dall’europarlamentare Luke Flanagan che l’istituto centrale tornerà a valutare presto lo stimolo monetario fornito, senza escludere poi l’acquisto di vari asset, tra cui i bond sovrani.

Di fronte a questa ipotesi (per la prima volta messa per iscritto) il mercato è salito alle stelle, portando a fine giornata il Ftse Mib ad un rialzo del 3.7%, rendendolo capolista dei listini di tutto il vecchio continente.

Anche lo spred beneficia di questo ottimismo diffuso nell’UE, scendendo a quota 134 punti con un rendimento decennale pari all’1.85%. Anche l’Euro segna un traguardo storico, scendendo nel cambio con il dollaro sotto l’1.18: non accadeva da nove anni.

Mps sfrutta l’occasione

Tra tutte le aziende quotate in borsa, anche Monte dei Paschi ha sfruttato l’occasione, arrivando a guadagnare in borsa ben il 12%.

Non è stata però solo una diffusa sensazione di ottimismo che ha permesso a Mps di crescere così tanto. La quotazione è stata infatti gonfiata dalle voci secondo cui la banca italiana sarebbe stata a breve acquisita da un magnate estero, per la precisione Santander.

L’amministratore del gruppo spagnolo, Javier Marin, ha però freddato subito tutti gli entusiasmi, annunciando con decisione che il suo istituto “non è interessato all’acquisizione”. Il guadagno del gruppo senese, quindi, non si prospetta di lunga durata.

Un UE dalle acque agitate

Mentre le borse fremono e salgono repentinamente all’annuncio di possibili nuovi incentivi, la situazione nell’UE non è pervasa dallo stesso ottimismo: il vecchio continente è ufficialmente entrato in deflazione, registrando un’inflazione pari al -0.2% annuo: non capitava da ben 5 anni.

Molte delle informazioni che provengono dal vecchio continente, d’altronde, non sono rosee: gli ordini industriali tedeschi previsti sono in calo del 2.4%, ed anche i prezzi della produzione UE sono in calo dello 0.2%.

L’Italia, tuttavia, non è stata l’unica ad ottenere risultati positivi in questa giornata: la Francia è riuscita a collocare 9.5 miliardi di euro in titoli di stato, con rendimenti ai minimi storici. Allo stesso modo, anche la Spagna è riuscita ad ottenere rendimenti in discesa collocando circa 5 miliardi.

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