Oggi voglio concludere questa serie di articoli sulle materie prime, andando a parlare di un bene di cui si sta parlando dalla fine di questa estate, ovvero del petrolio. In un articolo passato avevamo evidenziato la decisione dell’OPEC di non dimezzare la produzione, ovviamente adesso il prezzo (dopo quella decisione) con ulteriori fattori (esterni) continua la sua discesa.
L’OPEC non aiuta il petrolio
Notizia proprio di ieri che vede uno dei rappresentati dell’OPEC di nuovo protagonista, infatti le dichiarazioni del ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail al-Mazrouei, intervenendo durante il Gulf Intelligence Eau Energy Forum ha dichiarato:
L’OPEC non è più in grado di continuare a proteggere un determinato prezzo del petrolio, l’eccesso di offerta è arrivato principalmente dallo shale oil e ciò doveva essere corretto tempo fa
Ed ha aggiunto a chiusura del discorso:
L’OPEC non può essere in nessun caso l’unica parte responsabile, stiamo dicendo ai mercati e agli altri produttori di essere razionali, e cercare di guardare alla crescita del mercato
Dopo questo discorso però ci sono dei punti fondamentali da chiarire e che riportiamo qui di seguito:
- Gli Emirati Arabi durante il convegno OPEC tenutosi l’anno scorso, sono stati i principali alleati dell’Arabia Saudita la quale non voleva tagliare o dimezzare la produzione.
- Non a caso nel discorso, il ministro dell’energia parla di Shale Oil. Indovinate chi è uno dei maggiori produttori di shale oil? L’America. Infatti se il prezzo rimanesse al di sotto dei 50$, produrre questo bene non sarebbe più conveniente al nuovo continente (scusate il gioco di parole), ecco perchè secondo gli analisti questa è tutta una tattica per ridimensionare la quota di mercato americana.
Chi sta soffrendo di più sul deprezzamento dell’US OIL?
Secondo l’agenzia americana di rating FITCH, le due nazioni che stanno soffrendo maggiormente sul deprezzamento giornaliero del petrolio sono: Venezuela e Iran. Entrambe per avere un “pareggio di bilancio” e non perderci nella produzione di questo bene, il prezzo dovrebbe quotare almeno 110$ al barile.
Per ritrovare un prezzo del genere dobbiamo tornare indietro di almeno due anni. Come possiamo notare dal grafico riportato qui sotto, il prezzo ideale è stato un importate resistenza in tutti questi anni.
Ma non ci spieghiamo una cosa
Quello che sappiamo sono le seguenti cose:
- Sovrapproduzione di petrolio
- Prezzi in calo derivati dalla produzione
Ma quello che non riusciamo a spiegarci, e chiedo a te se lo sai è:
Secondo i dati di Drilling Info, le concessioni di licenze per la trivellazione dopo la brusca frenata di novembre, a dicembre sono tornate a crescere e sono risultate stabili rispetto all’analogo mese del 2013
