Torniamo di nuovo a parlare della Grecia e della sua situazione. Anche se ne abbiamo parlato solo venerdì scorso (trovate tutte le informazioni sui disaccordi tra Grecia e Fondo Monetario Internazionale qui: “Il FMI dice no: la Grecia non potrà dilazionare i pagamenti“), altre notizie sono ben presto giunte agli onori della cronaca.
Una situazione ben poco rosea per la Grecia
Ancora la situazione tra la Grecia e il FMI è piuttosto tesa, tanto che il governo centrale è stato costretto ad accentrare presso il Tesoro tutta la liquidità fino a quel momento distribuita ai vari enti pubblici. Questa manovra ha prodotto un tesoretto di circa 3 miliardi di euro, che Atene probabilmente userà sia per tranquillizzare il fondo sia per far fronte ai vari pagamenti che l’attendono alla fine del mese (le pensioni e gli stipendi dei lavoratori pubblici).
Questa tensione si riflette poi in maniera esemplare sui mercati, in tutte le sue forme: i titoli di stato a tre anni richiedono un rendimento superiore al 28%, mentre le banche sono costrette ad usufruire della liquidità d’emergenza fornita dall’Europa per ripagare i suoi impegni.
Anche l’Indice VStoxx (un indice che prevede la volatilità dei titoli del Vecchio Continente) ha mostrato questa stessa tensione: è infatti salito del 48% in una sola settimana, a seguito degli avvenimenti che abbiamo riportato, arrivando a riportare un valore 1.8 volte superiore a quello USA.
Le reazioni dell’Eurotower
L’Europa, neanche a dirlo, non ha preso troppo bene queste notizie.
Secondo Bloomberg la BCE starebbe prendendo in considerazione la possibilità di tagliare la liquidità ai vari enti locali; mentre il consiglio di Francoforte chiede a gran voce di tagliare del tutto gli aiuti al governo di Atene.
Juncker, d’altro canto, non sembra prendere in considerazione la possibilità di un’uscita (probabilmente coatta) della Grecia dall’Unione. Molta fiducia ripone infatti nel vertice di Riga ormai imminente, oltre alla riunione telematica che si dovrà svolgere domani tra vari membri dell’Eurotower.
Le influenze sull’UE
La delicata situazione greca si è però ripercossa anche su tutto il continente: per la prima volta da quando è stato creato, l’Euribor è sceso sotto lo zero, toccando la soglia del -0.0001%. L’effetto, in realtà, non si deve esclusivamente alla situazione partenopea, quanto piuttosto al Quantitative Easing (il tanto discusso QE) istituito dalla BCE.
Parlando del rapporto deficit/PIL forse possiamo ben sperare: la media tra i 19 paesi ha registrato un calo pari allo 0.76% rispetto al 2013. (In Italia il rapporto secondo l’Istat è pari al 3%.)
E tu, cosa pensi della situazione che sta attraversando lo stato ellenico? L’UE dovrebbe salvarla?
FONTE: Repubblica