Da quanto tempo si sente parlare dell’Italicum? Settimane, forse mesi. Dopo tutto questo parlare, il momento fatidico in cui scopriremo se questa nuova legge entrerà in vigore o meno è quasi giunto.
Ieri sera, infatti, il primo ministro Matteo Renzi ha deciso di esporre il documento alla fiducia: verranno quindi votati tutti gli emendamenti contrastati, uno per uno, e infine verrà votato il documento finale.
Che cosa comporta la fiducia?
Sembra una domanda scontata, ma non lo è. Cosa vuol dire porre la fiducia su una proposta di legge?
Significa che la proposta di legge dovrà essere esaminata e sottoposta a votazione. Per essere accettata dovrà raggiungere una maggioranza qualificata alla votazione finale (sull’intero documento), che si presuppone sarà lunedì prossimo.
Prima di questa votazione verranno sottoposti al voto tutti i singoli emendamenti (potremmo dire i “capitoli”) della legge, o almeno tutti quelli su cui finora non è stato trovato un compromesso nella maggioranza politica.
Se un emendamento non supera la votazione, esso viene abrogato, cioè tolto dal documento. Raggiungeranno la votazione finale solo gli emendamenti approvati nelle varie votazioni.
Se invece è il documento a non raggiungere il quorum dei voti, la legge non verrà promossa. I rischi per il governo però non si arrestano qui: porre sotto fiducia una legge vuol dire dichiarare all’intero Parlamento che il governo ritiene fondamentale quella proposta di legge per il suo progetto: nel caso essa non fosse approvata, al governo non resterebbe altra scelta se non rassegnare le dimissioni.
La fiducia, insomma, è un’arma a doppio taglio.
Cosa prevede l’Italicum?
Ma cosa prevede l’Italicum? Esso sarà (in caso di approvazione) la nuova legge elettorale, successiva alle precedenti, che tanto hanno fatto discutere e a cui sono stati assegnati nomi latineggianti: mattarellum, porcellum ecc.
Fondamentalmente, l’Italicum è un derivato del metodo elettorale spagnolo, anche se è stato poi modificato in vari punti per poter accontentare le richieste dei vari partiti.
Ad esempio, alcuni piccoli partiti hanno richiesto un abbassamento della soglia di sbarramento oltre cui ottenere seggi: essa è posta 3%. In compenso non è stata accontentata la Lega, che chiedeva l’ingresso in Parlamento ai partiti che raggiungessero il 9% dei voti in almeno tre regioni (percentuale che non permetterebbe il raggiungimento del 3% su scala nazionale, ovviamente).
Torna anche il premio di maggioranza, posto al 40%. Nel caso di raggiungimento di questa soglia, al partito sarà assegnato di default il 55% dei seggi. Se nessun partito (o lista) raggiunge questa soglia si avrà un secondo turno di votazioni, tra i due che han raggiunto più voti.
Dopo lunghe assenze torneranno anche le preferenze e le candidature multiple, uno dei punti che più di tutti ha suscitato controversie e critiche: con questo metodo sarà infatti permesso ai capogruppo di scegliere tra i vari candidati al secondo posto quale preferire.
E tu, cosa pensi dell’Italicum? Lo voteresti?
FONTE: Repubblica; IlPost