Il governo affida la banda larga ad Enel

Che il piano per migliorare la velocità del servizio Internet in Italia fosse in fase di elaborazione lo sapevano quasi tutti: era infatti un progetto annunciato a suo tempo dal governo.

Il modo per farlo è semplice a dirsi (e molto meno a farsi): implementare tutto il paese fornendo ad esso, dalle grandi città ai piccoli paesi di montagna, la banda larga.

Gli obiettivi prevedono del governo vedono entro il 2020 tutta la popolazione coperta per la fascia di scarico dei 20 Mb al secondo, e un 85% della stessa con una possibilità di scarico di 100 Mb (questo però a condizione che ci siano investimenti privati).

Un obiettivo difficile

La riuscita di quest’impresa non si prospetta affatto facile: secondo i dati di Infratel, messi online nella prima metà di aprile, l’Italia è al passo con l’Europa solo per quanto riguarda la velocità di connessione tra i 2 e i 20 Mb.

Solo il 22% circa degli italiani possono accedere allo scarico a 30 Mb al secondo, contro una media europea del 64%. Ugualmente desolanti le notizie per i 100 Mb: ne usufruiscono il 2% degli italiani, contro una media europea del 6%.

Anche la fascia tra i 2 e i 20 Mb, però, non copre tutta la popolazione: circa il 3.1% degli italiani soffrono il cosiddetto digital divide.

La Lombardia di classifica come regione più virtuosa per la copertura internet, col 100% della popolazione che ne ha disponibilità. A buon punto anche il Veneto (con uno scoperto di solo il 4.3% della popolazione).

La scelta di Enel

La domanda che ora si pone naturalmente è: a chi affidare questo compito? Certo non è di facile esecuzione, visto che per agire la banda larga deve usufruire di connessione via cavo. La soluzione rischia quindi di essere scavare per tutta l’Italia?

Forse no. Il governo ha infatti scelto di affidare a Enel l’incarico, con uno stanziamento di 6.5 miliardi di euro suddivisi in 5 anni.

Enel ha già il grande vantaggio (rispetto alla Telecom, candidata scontata visto il suo ruolo nelle telecomunicazioni nel paese) di avere già una distribuzione capillare nel territorio, senza eccezioni. Con Enel si evita poi l’inquietante ipotesi di dover installare tutti i cavi in fibra ottica nel sottosuolo: per i luoghi più difficili da raggiungere sarà infatti possibile usufruire dei tralicci dell’elettricità.

La società non è parsa spaventata dal compito: al contrario, ha dichiarato di essere pronta entro tre anni a mandare in pensione la vecchia infrastruttura in rame, senza comunque alterare la concorrenza.

Decisive per la scelta sono state sia la rete diffusa in tutta Italia dell’azienda, sia la sua velocità nello sviluppare un progetto. Quando Enel ha poi proposto la ristrutturazione di tutta la rete in tre anni in cambio del finanziamento in cinque, la scelta è risultata scontata.

E tu, cosa ne pensi della banda larga? La trovi un settore fondamentale per il paese?

FONTE: Republica

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