Crisi in Grecia, l’Inizio di Tutto?

Ormai tutti, indiscriminatamente, conoscono la crisi attuale che imperversa ormai da alcuni anni.

In quanto tale, la crisi ha colpito non solo tutto il mondo, ma anche tutti gli aspetti economici esistenti: come dimenticare che essa, partita sostanzialmente da titoli corrotti legati a mutui su immobili, si è poi estesa a macchia d’olio in ogni settore, paese e continente?

Inizio della Crisi

Come molti sanno, la Grecia è stata la prima dei cosiddetti P.I.G.S. (acronimo dispregiativo per indicare alcuni stati particolarmente colpiti dalla crisi: Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna.

La versione più estesa dell’acronimo è P.I.I.G.G.S., in cui vengono inclusi Italia e Gran Bretagna), entrata nella spirale discendente della crisi a partire dal 2009, anno in cui il governo di Papandreou annunciò che il deficit del PIL sarebbe stato oltre il triplo rispetto alle stime iniziali.

Fu quel giorno che la crisi sbarcò fisicamente anche in Europa, o, per meglio dire, fu da quel giorno che gli europei avvertirono il peso della crisi sulla propria pelle.

Tagli alla spesa pubblica, aumenti delle tasse furono le contromisure adottate in primis dal governo di Atene, seguito a ruota da Dublino, Madrid, Lisbona e Roma; anche se è indubbio che, forse per la gravità della situazione, forse perché la prima ad affacciarsi al baratro, la situazione Greca spaventò all’epoca (e tuttora) moltissimi: si parlò nel 2009 di estrometterla dall’area Euro; mentre verso la fine del 2011 l’ICAP si impegnò in diverse simulazioni e calcoli, nell’ipotesi in cui la dracma fosse tornata in vigore.

Sappiamo tutti che, da quando la crisi è sbarcata nel nostro continente, termini sconosciuti fino al giorno precedente si sono imposti prepotentemente nella nostra vita quotidiana: Rating, Spread, Differenziali di rendimento sono solo alcuni esempi.

Come la crisi ha influenzato realmente il mercato valutario?

Analizzando un grafico EUR/USD possiamo notare come il tasso di cambio intorno al luglio 2006 fosse intorno all’1,2870; il tasso di cambio registrato a dicembre 2013 si aggira tra l’1,3580 e l’1,3680.

Sembrerebbe quindi che la crisi abbia rafforzato l’euro a scapito del dollaro americano; tuttavia se osserviamo i dati del luglio 2008 il cambio è pari ad 1,5930. Alla vigilia dello scoppio della Crisi attuale quindi l’euro era decisamente più forte.Di seguito potrete vedere il grafico eurusd.

EUR-USD

Il futuro tuttavia potrebbe non essere così favorevole per l’EUR/USD: secondo la BK Asset Management le quotazioni del 2014 sono tutte contro la nostra moneta: la previsione infatti è che la moneta unica scenda al di sotto dell’1,30, con un calo di quasi il 4,5% rispetto ai valori correnti. Ciò stimato a causa “della politica accomodante della BCE rispetto al tapering della FED”.

Contrariamente a quanto sopracitato, Axel Merk ritiene altamente probabile che il cambio EUR/USD raggiunga quota 1,50 in questo nuovo anno.

Secondo voi chi avrà ragione? Fatecelo sapere

Fonte Immagine: http://it.investing.com

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