Instabilità in Ucraina e guerra del gas: l’EUR/USD soffre sui mercati?

Tutti noi siamo al corrente dei grandi tumulti che stanno accadendo ormai da qualche tempo in Ucraina. Lotte intestine nel paese prima per deporre un presidente da alcuni ritenuto illegittimo; ora lotte scatenate dalle forze contrarie, filo russe e contro all’Europa. In tutto questo l’EUR/USD e le altre valute come avranno reagito?

Anche la Russia ha deciso di prender parte alle lotte, spalleggiando apertamente i filo russi, arrivando addirittura ad invadere la Crimea. Ed ora, la minaccia: l’Ungheria deve pagare tutto ciò che deve alla Russia per le forniture di gas, o verranno chiusi i rubinetti. Problema serio anche per l’Europa, se pensiamo che è tramite l’Ungheria che la Russia fornisce il gas al vecchio continente.

Ma questa minaccia, finora rimasta tale, ha penalizzato l’Europa il mercato della valuta principale EUR/USD?

Un tuffo nel passato

La minaccia di tagliare di nuovo le forniture di gas all’Ucraina non è storia nuova: era già successo nel 2006, quando la Gazprom tagliò le forniture di gas, compromettendo di fatto anche le forniture Europee (le forniture in Europa calarono, secondo le stime, tra il 25% ed il 38%).

I disagi furono dunque, senza dubbio, sensibili. Come reagirà dunque il mercato di fronte alla minaccia da parte della Gazprom? L’euro sarà penalizzato rispetto alla altre monete?

Il cambio EUR/USD

La minaccia della Gazprom è arrivata agli onori della cronaca il 2 marzo.

In quel periodo, il cambio EUR/USD era impegnato in una forte spirale favorevole all’euro: il 28 febbraio infatti, il valore di cambio era pari a 1.3707, 3 giorni dopo esso era pari a 1.3777. Probabilmente questo rafforzamento dell’euro non ha avuto nulla a che fare con la minaccia proveniente dalla Russia, il cambiamento era già in atto prima dell’evento in esame.

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Tuttavia, una volta assestata la spirale in positivo, l’euro ha subito le conseguenze della minaccia di una gelida primavera: il 4 marzo, infatti, il cambio ha subito una variazione in negativo, abbassando il cambio fino a 1.3737.

L’andamento sfavorevole all’euro è continuato fino al 6 di febbraio, data in cui il cambio era pari ad 1.3734: dal giorno dopo l’euro riacquista rapidamente il terreno, arrivando al 7 marzo ad un valore di cambio di 1.3863. Ad oggi, il cambio EUR/USD è pari a 1.3879.

Il cambio EUR/JPY

Anche il mondo del lontano oriente ha guadagnato dalla minaccia Russa, rafforzandosi a scapito dell’euro?

Se osserviamo il cambio EUR/JPY possiamo notare che il 2 marzo esso era in una vera a propria spirale in salita, favorevole all’euro.

La moneta del vecchio continente, infatti, si è rafforzata in maniera continua  e fluida a partire dal 28 febbraio. In tale data, infatti, il cambio era pari a 138.86; ad oggi esso è pari a 143.28.

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Nonostante la minaccia russa, dunque, l’euro ha continuato a rafforzarsi a scapito dello yen giapponese, senza subire conseguenze negative quantomeno sul breve periodo.

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