Con la natura non si scherza. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Quante volte siamo stati costretti a ricordarci a caro prezzo quanto l’uomo, seppure evoluto, seppure creatura dominante su questo pianeta, sia praticamente inerme al confronto con madre natura?
L’alluvione di Genova è stato l’ennesimo segno che con la natura non c’è da scherzare. La forza devastatrice del fiume si è risvegliata, distruggendo ciò che, con le sue acque, aveva contribuito a creare.
Come in ogni tragedia (per fortuna!) siamo riusciti a mostrare nuovamente ciò che più ci distingue dagli animali: la solidarietà e l’empatia. Chi, infatti, non ha sentito parlare dei cosiddetti Angeli del Fango, giovani (e giovanissimi, ma anche meno giovani) ragazzi e ragazze che si sono riuniti per strada, per aiutare a liberare le strade dai segni dell’inondazione dell’alluvione?
I costi di questa alluvione
Quali, però, sono stati i costi di questa tragedia?
L’economia della zona (già zoppicante a causa della precedente alluvione del 2011) è stata sicuramente danneggiata: sono ben 1287 le imprese che hanno dichiarato alla Camera di Commercio di aver subito danni: la somma dei loro danni si stima superiore ai 96 milioni di euro. In media, ogni impresa è stata danneggiata per 74600 euro.
Se confrontiamo questi dati con l’alluvione che ha colpito Sestri l’anno scorso, vediamo che i costi totali non sono stati molto inferiori, anche se le imprese danneggiate, in quell’occasione, furono “solo” 780 (o, per lo meno, questo è il numero delle denunce inoltrate). In entrambi i casi, i danni maggiori sono stati alle infrastrutture e al mobilio, oltre che a vari macchinari.
I metodi di rimborso
Essendo però una catastrofe naturale, i costi sul lungo periodo di rifletteranno sullo Stato (i commercianti verranno infatti risarciti, anche se ciò non significa ovviamente che loro non abbiano subito danno).
Come verranno, dunque, rimborsati?
Se i danni rilevati sono complessivamente inferiori ai 30000 euro, i danneggiati possono inoltrare la richiesta di rimborso entro il 31 gennaio: riceveranno un contributo a fondo perduto stanziato grazie a 5 milioni messi a disposizione dalla Regione Liguria. Questo contributo potrà coprire fino al 40% dei danni o delle spese di riparazione.
Si stima che saranno circa 790 imprese che usufruiranno di questa possibilità, con un danno complessivo di più di 9 milioni di euro. Per le restanti imprese, con danni superiori ai 30000 euro (poco meno di 500 imprese) i rimborsi proverranno dai fondi europei, anche se saranno richiesti tempi più lunghi.
Costi preventivi contro costi attuali
In sintesi, i danni per l’economia della zona sono a dir poco devastanti: in totale i danni agli immobili risultano pari a 34 milioni e mezzo, quelli ai macchinari quasi 29 milioni, ed altri 31 milioni sono stati persi in merce danneggiata e irrecuperabile.
Se si pensa che l’appalto (bloccato) che avrebbe bonificato il fiume aveva un costo totale di circa 35 milioni.