Quindici centesimi di aumento per gallone. E’ questo l’aumento che è stato presentato al pubblico il 4 dicembre 2013 dalla Casa Bianca ai consumatori americani.
Aumento che è stato annunciato dal deputato dell’Oregon Earl Blumenauer, che ha giustificato questa decisione spiegando che è impensabile mantenere rigogliosa l’economia americana senza un simile aumento.
Questa tassa era in realtà rimasta invariata dal 1993, e, a causa dell’inflazione, essa era lentamente diventata quasi insussistente. Era dunque necessario, spiega Blumenauer, aumentare tale balzello; anche per poter contribuire alla manutenzione stradale (si stima infatti che tale tassa sarà in particolarmente sentita dagli autotrasportatori).
Come sempre quando si parla di aumentare tasse e imposte, molte sono state le critiche (in particolare quelle a sostegno degli assidui viaggiatori, come appunto gli autotrasportatori); ma come ha reagito invece il mercato monetario, in particolare il cambio EUR/USD?
Le reazioni dell’EUR/USD
Abbiamo deciso di analizzare le reazioni del cambio EUR/USD, visto che tuttora queste due aree geografiche sono tra le più rilevanti nel mondo, oltre al fatto che esse siano tra le maggiori utilizzatrici del carburante fossile per eccellenza.
Il 4 dicembre, il cambio EUR/USD era pari a 1.3591. Esso, in particolare, era reduce di una forte rivalutazione dell’euro a scapito del dollaro (il giorno precedente il cambio era pari a 1.3542).
A seguito della notizia sull’aumento della cosiddetta “gax tax”, il cambio EUR/USD ha un iniziale tentennamento che sembra favorevole al dollaro (il 5 dicembre il cambio è pari a 1.3586), ma subito dopo inizia una spirale positiva per la moneta unica europea che lascia ben poco all’immaginazione riguardo il tasso di gradimento della nuova tassa.
Questo vertiginoso aumento di potere dell’euro a scapito del dollaro americano si conclude il 12 gennaio, giorno in cui il cambio EUR/USD si attesta pari a 1.3786. Rispetto al 4 dicembre il cambio è aumentati di ben 0.0195; un aumento a dir poco notevole per questo mercato, soprattutto ricordando che il periodo d’analisi è di 7 giorni.
Perciò da come possiamo vedere dal grafico riportato qui sopra, l’aumento dell’imposta sulla benzina ha giovato in un primo momento al dollaro, ma nel lungo periodo (e parliamo di qualche mese) possiamo notare come la valuta del vecchio continente abbia la meglio. Ovviamente c’è da mettere in conto che nel periodo preso in esame, l’euro ha guadagnato non solo per l’aumento sulle imposte sulla benzina.
Adesso tocca a te come sempre, cosa ne pensi di questa tassa messa sulla benzina? Può aver in qualche modo influenzato il mercato dell’EUR/USD?

Post a comment