Breve storia dell’Unione Europea (II parte)

Continuiamo con la storia dell’Unione Europea (di seguito trovate la prima parte: “Breve storia dell’UE“).

L’Unione Europea a 10 stati

Un anno dopo l’elezione del primo presidente del Parlamento Europeo, l’Unione Europea raggiunge un nuovo traguardo, raggiungendo la quota 10 membri con l’ingresso della Grecia alla politica comunitaria e l’adesione ai trattati.

Il paese ha potuto aderire all’Unione solo con il ritorno di un regime democratico, dopo la caduta del regime militare nel 1974.

L’adozione del progetto Spinelli e l’Atto Unico Europeo

Con l’approvazione di questo trattato, detto comunemente progetto Spinelli, si crea l’UE che conosciamo oggi: con esso si delegano alla comunità grandi prerogative riguardo gli ambiti economici, finanziari, sanitari e legislativi. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria unione politica.

E’ proprio grazie a questi nuovi accordi che la futura UE non viene più considerata solamente economica: si passa dal chiamarla CEE a CE (Comunità Europea).

Mentre viene approvato il progetto Spinelli, però, viene respinto dal Consiglio Europeo un’altra proposta, elaborata dal movimento federalista presente all’interno dell’unione.

Questo progetto voleva fondere infatti tutti i vari paesi in un unico (e forte) superstato. Ovviamente, ciò avrebbe azzerato la possibilità di adottare politiche discrezionali in ambiti politici e militari. E’ stato per questo respinta la proposta, visto che essa avrebbe ridotto sensibilmente la sovranità dei singoli stati. 

L’anno successivo Benelux, Francia e Germania firmano l’accordo di Schengen, precursore della convenzione omonima firmata nel 1990.

Il primo luglio 1987 entra invece in vigore l’Atto Unico Europeo: esso si poneva come obiettivo quello di creare entro l’ultimo giorni del 1992 un mercato interno unico, capace di assicurare ai paesi membri libera circolazione di merci, persone e capitali.

L’idea era quella di permettere ai cittadini europei di stabilirsi dove meglio credono all’interno del territorio dell’unione; alle imprese di stabilirsi dove più trovano convenienza; ai titoli di studio di valere ovunque ed essere equiparabili.

Altri obiettivi dell’Atto unico erano poi la tutela dell’ambiente, l’aumento della ricerca e sviluppo in ambito tecnologico, l’armonizzazione delle norme sul lavoro.

Nel frattempo, i membri dell’Unione Europea salgono a 12, con l’adesione di Spagna e Portogallo.

Firma del trattato di Maastricht

Il primo novembre 1993 nasce ufficialmente l’Unione Europea, grazie alla ratifica del trattato di Maastricht da parte dei vari paesi (l’Italia l’ha ratificato il 29 novembre dell’anno precedente).

Con esso sono stati introdotti i tre principi comunemente identificati come i pilastri dell’Unione Europea: l’adozione di una moneta comune (l’Euro), la realizzazione della cittadinanza europea e e la deroga agli organi dell’UE di tutte le questioni riguardanti le politiche estere e la sicurezza comune.

Tra le altre innovazioni del trattato, ricordiamo il diritto per tutti i cittadini comunitari di rivolgere una petizione al Parlamento Europeo, l’istituzione di un Mediatore Europeo e il diritto per tutti i cittadini di rivolgersi ad esso.

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