Cosa dice davvero il Jobs Act?

Sono ormai mesi che sentiamo parlare del famosissimo (e, da alcuni, temutissimo) Jobs Act; che, a seconda della parte intervistata, salverà o condannerà definitivamente l’Italia.

Non esiste schieramento politico, movimento o semplicemente opinionista nel nostro paese che non abbia espresso la sua opinione sulla misura: per alcuni è troppo severa, per altri è troppo lieve per cambiare le cose, altri ancora ritengono che si stia muovendo nella direzione sbagliata.

Chi non conosce il Jobs Act, di questi giorni? Tutti ne hanno sentito parlare. Ma quanti sanno veramente cosa dice?

Sintesi sui cambiamenti apportati dal Jobs Act

I neoassunti

Si chiamerà “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio” e sarà rivolto ai neoassunti. Nel documento non verrà citato il controverso articolo 18, ma si elencheranno i casi che determinano un licenziamento illegittimo, Come dice il nome, il contratto prevederà maggiori protezioni a mano a mano che il lavoratore “cresce”, onde evitare licenziamenti di comodo per non fornire gli scatti di anzianità.

Diminuzione del numero di contratti lavorativi

L’obiettivo e rendere il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio il contratto base fondamentale. Se ci riuscissero, potrebbero eliminare decine e decine di forme contrattuali particolari e relativamente poco usate.

Il punto d’arrivo sarebbe la creazione di un testo unico, semplificato, che riunisca tutte le forme contrattuali e i rapporti di lavoro.

jobs act

Maggiore flessibilità

Sarà più facile passare da una mansione all’altra. La possibilità è stata creata per poter salvaguardare maggiormente il lavoro: in caso di ristrutturazione dell’azienda, in questo modo, i lavoratori saranno maggiormente tutelati (essendo possibile cambiare la loro mansione senza problemi contrattuali).

Semplificazione

Il punto focale di tutta la riforma è, in realtà, la semplificazione. E’ l’idea cardine presente nella diminuzione dei tipi di contratti lavorativi, nelle riforme a CIG e ASPI (presentate più avanti) ecc.

In particolare, si cerca di creare la possibilità di svolgere in via esclusivamente telematica tutte quelle azioni riguardanti i rapporti di lavoro (dall’assunzione alla pensione, al licenziamento, al versamento dei contributi ecc).

Contratti e ferie solidali

Creati con un’occhio particolarmente rivolto alla situazione attuale, le ferie solidali danno la possibilità per un lavoratore che ha maturato giorni di ferie (che però non ha intenzione o non ha possibilità di usare, magari perché ha più giorni di ferie disponibili di quelli che mancano alla fine dell’anno) di cederli ad un collega (o una collega) che ne ha bisogno per assistere figli bisognosi di cure.

I contratti solidali, invece, puntano a ridurre l’orario lavorativo, in modo da aumentare il numero di persone assunte.

Riforma ASPI e CIG

Per quanto riguarda l’ASPI, avverranno cambiamenti nei requisiti per ricevere l’assegno di disoccupazione (sarà in fatti relazionato alla pregressa storia contributiva).

Saranno poi rivisti i limiti di durata della CIG, che non sarà più autorizzabile nel caso di cessazione di attività aziendale.

Di seguito un video che vi spiega nel dettagli cosa è il jobs act.

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