La Banca Centrale Americana (la FED) ha deciso per un’inversione di tendenza: se infatti qualche mese fa Janet Yellen, il presidente dell’istituzione, aveva definito l’organo di cui è a capo “paziente”, oggi la BC si presenta molto più predisposta al cambiamento.
Una Banca Centrale “paziente”
Un organo “paziente”: così era stato definita la FED dal suo stesso presidente, Janet Yellen, qualche mese fa.
Ovviamente, con il termine paziente non si vuole delineare un organo passivo agli avvenimenti esterni; semplicemente non era in programma un aumento dei tassi di interesse “per le prossime due riunioni”, il che è traducibile in circa due mesi di immobilità su questo fronte.
Ebbene, i due mesi sono passati, e Yellen ha deciso di far cambiare strada alla FED: nell’ultima riunione ha infatti dichiarato che l’innalzamento dei tassi di interesse non è più cosa impossibile.
Non più pazienti, ma nemmeno impazienti
Subito, però, l’organo ha frenato gli entusiasmi: ”Il fatto che il termine paziente non ci sia più, non significa che saremo impazienti. Non abbiamo deciso i tempi. E anche dopo il primo aumento la politica monetaria resterà accomodante”.
Insomma, non è dato sapere quando, se e come verranno innalzati i tassi. Gli analisti prevedevano già questa esclusione del termine paziente, che si aspettavano aumenti in tempi brevi, probabilmente entro giugno.
La reazione del mercato nazionale alle parole della FED
Il fatto che invece la FED abbia definito improbabile un innalzamento già ad aprile, e che abbia speso molte parole su come la tempistica sia ancora da definire e da come sia importante ponderare bene ogni mossa, ha senza dubbio tranquillizzato i mercati: una stretta monetaria non è infatti prevista in tempi così brevi come si temeva qualche mese fa.
E queste parole hanno rassicurato più di tutto Wall Street: i listini hanno bruscamente invertito la tendenza che li vedeva nettamente in rosso, colorando i risultati finali della borsa di un verde brillante ed ottimistico.
Ironicamente, mentre i mercati mostravano segni d’ottimismo la FED ha invece rivisto al ribasso le stime riguardo la crescita degli Stati Uniti per l’anno corrente e quello futuro: l’inflazione resterà, almeno nel breve termine, sotto l’obiettivo del 2%, e l’avvicinamento avverrà in modo lento e graduale.
Il PIL invece dovrebbe crescere, nel 2015, del 2.3/2.7%, dato positivo ma comunque sotto le stime iniziali, che lo vedevano con un segno positivo del 2.6/3%. Per l’anno prossimo la crescita prevista è la stessa ipotizzata per quest’anno (2.3/2.7%), mentre il 2017 vedrà una crescita del 2.0/2.4%.
E tu cosa ne pensi? Ritieni sensato l’ottimismo del mercato o sei più prudente, come la FED?
FONTE: Ansa