Dopo gli scandali riguardo la caccia alle balene, forse il Giappone ha deciso di redimersi, o quantomeno di mostrare al mondo un’anima più “green”.
L’ultimo giorno di gennaio del 2013, infatti, il nuovo governo nipponico aveva dichiarato di voler stanziare circa un miliardo di euro (pari a 97 miliardi e 700 milioni di yen) in aggiunta ai programmi dedicati all’energia pulita.
L’annuncio era stato rilasciato dal ministero dell’economia, ma questa dichiarazione non aveva accolto il favore del parlamento: l’organo si è infatti mostrato preoccupato per l’ammontare già molto rilevante del debito del paese: un simile stanziamento di fondi rischierebbe di sbilanciare ancora più pesantemente il paese.
Se il modo in cui si aveva intenzione di reperire i fondi non è stata resa nota (il governo quello stesso giorno aveva effettuato i primi tagli alla spesa pubblica), è invece di pubblico dominio come si è previsto di utilizzarli: 25 miliardi di yen, ad esempio, sarebbero infatti stati destinati all’ammodernamento delle reti a Nord, mentre ben 14.5 miliardi sono stati destinati al settore eolico e ai progetti in via di sviluppo: tra essi rientrava anche lo sviluppo di Fukushima.
La reazione dell’EUR/JPY
Il 31 gennaio, il cambio EUR/JPY era pari a 123.50. Interessante è notare come in questo particolare frangente il cambio fosse coinvolto in un rafforzamento dell’euro a scapito dello yen: tale rafforzamento era iniziato due giorni prima, e finì il 4 febbraio, data in cui il cambio si presentava pari a 126.62.
Il grafico del cambio EUR/JPY, però, in questo periodo non brilla per un andamento continuo: subito dopo questo rafforzamento della moneta unica lo yen cerca di recuperare parte del terreno perso, portando il cambio a 124.51 il giorno dopo.
Il giorno dopo ancora è l’euro ad annullare i progressi fatti dalla moneta nipponica, riportando il cambio a suo favore ad un valore di 127.08. L’11 febbraio chiude questa fase particolarmente altalenante (non che poi non ce ne siano altre, ma questa è indubbiamente una fase particolarmente affollata di inversioni di tendenza) riportando il cambio EUR/JPY pari a 123.70.
In sintesi possiamo quindi dire che le reazioni del mercato a seguire della decisione governativa di incentivare l’energia pulita è stata particolarmente sofferta e complessa. Analizzando però gli estremi temporali della nostra analisi, possiamo notare come il cambio EUR/JPY sia passato da 123.50 a 123.70.
Seppure di poco, quindi, il cambio EUR/JPY sul medio periodo ha penalizzato il paese del sol levante: forse i dubbi del parlamento sono stati gli stessi di quelli del mercato.

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