Qualche tempo fa abbiamo discusso dell’andamento del PIL giapponese nell’ultimo trimestre del 2013; ora vogliamo invece analizzare come la relazione riguardo al primo trimestre di questo anno abbia influenzato il mercato dei cambi.
Se infatti sull’Europa si avvicina sempre più macabro lo spettro della deflazione nonostante le misure adottate dalla BCE, il PIL giapponese cresce allo stesso ritmo della sua inflazione, superando persino le più rosee aspettative.
Rispetto allo scorso trimestre analizzato, infatti, il Giappone è cresciuto dell’1.5%, il che è pari ad un tasso annualizzato del 5.9%.
Il miglioramento del PIL nipponico è, ovviamente, perfettamente spiegabile: esso si è basato su un vertiginoso aumento dei consumi, aumento rivolto soprattutto verso i beni durevoli, in previsione probabilmente del futuro aumento dell’IVA. Potremmo dunque dire che, sul lungo periodo, l’irrigidimento della politica fiscale ha portato ad un miglioramento del PIL nazionale.
Ovviamente, per il prossimo trimestre, è previsto un vertiginoso calo dei consumi (fino ad un 6% di diminuzione), motivo per cui la Borsa non ha festeggiato la crescita del Prodotto nazionale.
Come ha reagito invece il mercato monetario e l’EUR/JPY in principal modo?
Il cambio EUR/JPY
Vogliamo analizzare il cambio EUR/JPY, perché con esso avremo una buona panoramica di due situazioni diametralmente opposte: da un lato il Giappone, appena uscito da una splendida analisi trimestrale ma con un futuro oscuro davanti a sé; dall’altra l’Europa che langue, ma che spera nettamente in una ripresa nel prossimo futuro.
La notizia riguardante il PIL giapponese è stata diffusa il 15 maggio: in tale data il cambio EUR/JPY era coinvolto in un pesante deprezzamento dell’euro a favore dello yen iniziato il 13 dello stesso mese, giorno in cui il cambio era pari a 140.57. In tale data, in ogni caso, il cambio EUR/JPY era pari a 139.69.
Il giorno successivo il calo della moneta unica si arresta, bloccandosi su un valore pari a 139.22. Da questo momento l’euro sembra essersi stabilizzato: arriva infatti fino al 20 di maggio senza particolari cambiamenti né in positivo né in negativo: in tale data il cambio è infatti pari a 139.20.
Da quanto abbiamo potuto osservare, dunque, la diffusione della crescita del PIL nipponico ha avuto due particolari conseguenze: arrestare il grave deprezzamento in cui stava incorrendo l’euro e stabilizzare il livello del cambio.
Se infatti teniamo conto degli accadimenti avvenuti poco prima, possiamo capire quanto le notizie abbiano bloccato una forte spirale discendente della moneta unica: in questo senso possiamo dunque dire che la diffusione dei valore del primo trimestre ha svantaggiato il Giappone, favorendo invece l’Europa.

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