Era settembre dell’anno scorso: l’Europa usciva finalmente dalla recessione causata dalla crisi del 2008 con un PIL in crescita dello 0.3%.
L’Italia, in tutta onestà, non fu altrettanto virtuosa: col suo PIL in diminuzione del 0.2% e le sue politiche di austerità era uno dei fanalini di coda, insieme a Olanda, Slovenia e Cipro.
Alla fine l’Europa ce la fa: dopo sei trimestri di fila in calo (non si era mai visto una situazione del genere in tutto il mondo), finalmente riusce a risollevarsi dalla crisi mondiale scaturita dagli USA, grazie soprattutto alla crescita delle esportazioni.
Uno dei più grandi fautori di questa ripresa è stato senza dubbio il Portogallo, con un aumento dell’1.1%, seguito da vicino da Germania, Lituania, Finlandia e Regno Unito. Anche gli USA migliorano il loro PIL: nel secondo trimestre 2013 si è registrata una crescita dello 0.6%.
Come abbiamo già detto l’Italia è stata una dei peggiori, seconda solo a Cipro (con un calo dell’1.4%) e alla Slovenia (-0.3%). Purtroppo per un po’ di tempo ci dovremo adattare a stare davanti a queste nazioni, dove possiamo notare una loro crescita delle politiche economiche e sperare che anche loro non ci sorpassino.
Le reazioni dell’EUR/USD
La notizia è stata diffusa intorno ai primi giorni di settembre. In questo periodo, l’Euro era coinvolto in una blanda perdita di valore a favore del dollaro americano: il 3 settembre il cambio EUR/USD era pari a 1.3174.
Di primo acchito, la diffusione delle notizie sul secondo trimestre europeo hanno portato ad un rafforzamento del dollaro americano: il cambio EUR/USD al 6 settembre è infatti pari a 1.3118.
La ripresa della moneta americana era però solo momentanea: già dal 10 settembre possiamo notare come l’euro stia riprendendo il terreno perduto in precedenza, con un cambio pari a 1.3258.
Non pago, il cambio EUR/USD continua a favorire la moneta unica in una ascesa graduale ma costante nel periodo. Per dare un’idea della crescita costante della moneta unica, il 20 settembre 2013 il cambio è pari a 1.3534, ed esso continua ad aumentare gradualmente.
La crescita della moneta unica (o la svalutazione del dollaro, che dir si voglia) continuerà poi a lungo; tuttavia essa non è più assimilabile alla crescita del PIL nel secondo trimestre 2013, essendo un avvenimento troppo lontano cronologicamente.
E te cosa ne pensi di questa lieve crescita del PIL europeo? Può essere finalmente la svolta per uscire da questa grande recessione che ormai dura da anni oppure si dovrebbe guardare i singoli PIL dei singoli stati? Scrivicelo in commento qui sotto!

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