Parigi e la paura, ancora allarme terrorismo?

La notizia è di poche ore fa, ma ormai si è già diffusa in tutto il globo.

Un famoso giornale satirico francese, Charlie Hebdo è stato attaccato da alcuni uomini armati con fucili da assalto, che hanno aperto il fuoco facendo, finora, numerose vittime. Sono 12 per ora i morti accertati, ma non è da escludere che il numero salga, visto che molti feriti versano in gravi condizioni.

E così, ancora una volta, una capitale europea versa nel terrore. Nella paura di ulteriori attentati. Le reazioni del governo? Immediate. Polizia ed esercito hanno letteralmente invaso le strada, pattugliando a tappeto tutta la città, e annunciando che, se necessario, non esiteranno ad estendere le ricerche alla periferia.

Solo a seguito di questo attentato è stato ammessa dal governo di aver sventato nell’ultimo periodo numerosi attentati, finora mantenuti segreti o comunque a cui non era stata data grande attenzione.

Le ipotesi sul futuro

Secondo gli esperti, questo attentato era palesemente prevedibile: nel 2011 la sede dello stesso giornale era stata distrutta da un incendio, provocato da un’aggressione a seguito di altre (ennesime) parodie riguardo Maometto.

Anche in questo periodo il giornale satirico numero uno in Francia aveva ricevuto minacce; minacce insufficienti, a quanto pare, a garantirgli protezione.

Dal punto di vista politico, questo fatto avrà senza dubbio grande rilevanza: senza dubbio alle prossime elezioni il partito estremista di Marie Le Pen userà questa freccia al suo arco, visto che già ha fatto sentire numerose volte la sua voce contro immigrati e musulmani.

Musulmani che sono sempre più una percentuale rilevante del paese, visto che ora come ora sono circa 2 milioni sul suolo francese. Se uniamo a questo la tensione che serpeggia nel paese a causa dell’espulsione dei francesi presenti sinora in Algeria e il panico creato dalla certezza che parecchie cellule terroristiche siano infiltrate nella capitale, si può ben capire come il pericolo di agitazioni violente sia sempre più tangibile.

Parigi, l’ennesima capitale sotto tiro

Parigi non è stata la prima Capitale Europea colpita dai fuochi dell’estremismo islamico. Ricordiamo prima di lei Londra o , solo per citare un esempio. Anche oltreoceano la situazione non è migliore, ancora freschi nella nostra memoria sono gli attentati a Boston e a Sydney.

Ma d’altronde, se da un lato i paesi occidentali sono sotto attacco, dall’altro essi sono sempre più dichiaratamente ostili a tutta la religione islamica, senza distinzione tra civili e terroristi.

A Milano, pochi mesi fa, il panico di un possibile attentato ha portato a numerosi atti contro le comunità islamiche. A Madrid alcune stazioni sono state chiuse per lo stesso senso di pericolo. La stessa cosa accade in Svezia, in cui i movimenti contro le religioni non “tradizionali” si fanno sempre più forti. D’altronde, tutti i partiti estremisti e nazionalisti si stanno rinforzando sull’onda di questa paura.

Di certo, dall’odio non può nascere altro che odio.

Post a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *