La notizia ormai è certa: le stime iniziali del PIL americano, che lo vedevano prima in una modesta crescita dello 0.1% e poi in una decrescita dello 0.6% sono state smentite: la realtà è infatti ben peggiore delle previsioni, visto che la decrescita del prodotto interno lordo degli USA è diminuito dell’1%.
Insomma, nonostante i decisi interventi della Federal Reserve per rilanciare l’economia, questa ripresa si fa davvero desiderare. Per non essere troppo pessimisti è bene però ricordare che questa decrescita, in realtà, è stata la prima dagli inizi del 2011, anno in cui il PIL (Prodotto Interno Lordo) nazionale era riuscito a diminuire dell’1.3% in soli tre mesi (da gennaio a marzo).
Certo il maltempo che si è abbattuto sullo stato non ha aiutato la sua economia; anche se ad esso si è aggiunta una violenta diminuzione degli investimenti di business (anche se l’aumento della spesa dei consumatori ha rallentato un po’ questo dato negativo) causata da un calo del 7.5% delle spese dedicate alle strutture. Ma a tutto questo, il mercato monetario ma in principale modo l’EUR/USD come avrà reagito?
La reazione dell’EUR/USD
Il 29 maggio, giorno in cui le stime del PIL si sono rivelate drammaticamente ottimistiche, il cambio EUR/USD era gravato da una pesante perdita di valore dell’euro rispetto al dollaro americano. Questa svalutazione era iniziata due giorni prima: in un solo giorno (tra il 27 e il 28 maggio) il cambio era passato da 1.3651 a 1.3637.
Dopo questi fatti, la perdita dell’euro è divenuta ancor più precipitosa: il 29 maggio infatti si registra un valore di cambio pari a 1.3593. Dopo questa data (in cui, come abbiamo già accennato, sono state rivelate le vere condizioni del PIL statunitense) il cambio EUR/USD ha nuovamente rivolto il suo favore alla moneta unica: il 30 maggio esso era infatti pari a 1.3605.
La ripresa dell’euro dopo il 30 maggio continua fino al 2 giugno, data in cui il cambio EUR/USD tocca quota 1.3628.
Osservando dunque questo intervallo di tempo possiamo vedere che la notizia dell’abbassamento del PIL americano ha favorito l’euro: essendo esso infatti in un processo di forte svalutazione, ha prima fermato la sua caduta e poi ha permesso una, seppur breve, risalita. Ricordiamo sempre che questo può essere una delle tante cause che portano ad una valutazione dell’euro, e che nel mentre potrebbero agire altri fattori e altre notizie (macroeconomiche) come i tassi di disoccupazione e via discorrendo.
E secondo te, la diminuzione del Prodotto Interno Lordo dell’America ha influenzato la nostra valuta di riferimento ovvero l’EUR/USD?

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