Tutti, o quasi, ormai sono a conoscenza della drammatica situazione della moneta russa in questo periodo. Il crollo della sua moneta è principalmente causato dalla caduta libera del prezzo al barile del greggio (che quest’estate si vendeva a 110 dollari al barile, all’inizio della settimana il suo prezzo era pari a 60).
Dall’inizio dell’anno, il rublo ha perso il 45% del suo valore: se a maggio servivano 35 rubli per acquistare un dollaro, due giorni fa ne servivano 79.
La caduta della moneta è stata a dir poco inarrestabile, nonostante i numerosi interventi della banca centrale dello stato, che ha attuato, a partire da marzo, ben 6 interventi straordinari. Particolarmente sensibili sono stati gli ultimi due interventi: il mese scorso essa ha usato le sue scorte di moneta estera per riacquistare parte dei rubli sul mercato, anche se la situazione non si è così stabilizzata.
Il 16 dicembre, infine, ha alzato i tassi dal 10.5% al 17%. Anche questo non è servito: quello stesso giorno il rublo ha perso il 20% del suo valore.
Il discorso di Putin per risollevare il rublo
Ieri Putin ha tenuto una conferenza stampa sull’argomento, rassicurando i cronisti ed assicurando una ripresa entro due anni.
“La crisi è provocata da elementi esterni” ha infatti affermato il presidente russo
Spiegando poi come la Banca Centrale, che a suo dire ha riserve monetarie più che sufficienti, sta effettuando le giuste misure correttive. Putin ha inoltre aggiunto che la ripresa, però, sarà lenta: la Russia non deve bruciare le proprie riserve in modo insensato, quando è invece in corso una ristrutturazione dell’economia.
Putin ha poi rassicurato elencando alcuni indicatori economici: nonostante la caduta del rublo, infatti, la nazione ha avuto entrate maggiori delle uscite: il PIL previsto sarà infatti pari allo 0.6%.
La ricetta
Putin ha assicurato che il governo lavorerà con gli esportatori per stabilizzare la moneta, anche se non verranno istituiti obblighi formali riguardo la vendita dell’utile realizzato in moneta forte. Tuttavia, sono già state incoraggiate le maggiori compagnie russe a vendere più moneta, e una di queste ha già promesso di vendere 3 miliardi di dollari per aiutare a stabilizzare l’economia.
Oltre a questo, è prevista una riduzione della liquidità disponibile a partire da circa metà del prossimo anno. E’ stata poi approvata la scelta della Banca Centrale di aumentare gli interessi, mentre è stata esclusa la possibilità di fissare il tasso del rublo: secondo Putin non porterebbe a risultati positivi.
Il presidente russo ha poi biasimato l’azione della NATO: a suo dire, servirebbe più spazio umanitario e libertà di commercio. Ha poi sostenuto che sia ora di smettere di usare le agenzie federali per “punire coloro che non piacciono”.