Siamo in crisi, si sa.
E quando c’è crisi, si cerca sempre di tagliare i costi, o, come si usa dire adesso, si procede ad una “spending review”. Ed è proprio questo che ha deciso di fare l’intera Unione Europea a metà di dicembre 2012: l’UE infatti ha chiesto alla commissione di accelerare l’anali delle spese continentali già in corso, «con l’obiettivo di identificare margini di azione nei limiti del bilancio comunitario e di quelli nazionali» per rispondere «alla necessità di perseguire politiche di consolidamento fiscale compatibili con la crescita».
Ma la una notizia di questo tipo, che testimonia l’intenzione di una stretta fiscale e di pesanti tagli di bilancio, come ha influito nei mercati monetari? L’intenzione di “tagliare i costi” ha giovato o meno all’Europa ed hai suo mercati valutari?
Il cambio EUR/USD
Osservando il cambio EUR/USD possiamo vedere che nel periodo in esame l’euro si stava già rafforzando in maniera particolarmente decisa: il 10 dicembre infatti, il valore di cambio era pari a 1.2906; il 19 il valore di cambio si attestava sull’1.3231.
Ovviamente possiamo notare che dal momento della divulgazione della futura stretta monetaria (il 15 dicembre) il valore di cambio EUR/USD si è incrementato a favore dell’euro, ma ciò è per lo più dovuto al rafforzamento partito precedentemente; non abbiamo abbastanza elementi per poter assicurare che la notizia abbia rafforzato l’euro a scapito del dollaro. Di seguito possiamo vedere il grafico e l’evolversi della coppia di valute prese in considerazione.
D’altra parte, non possiamo negare che la notizia dell’UE, senza dubbio, non abbia influito negativamente: il cambio EUR/USD infatti ha continuato a rafforzarsi dalla parte dell’euro anche dopo la diffusione della notizia in esame.
Il cambio EUR/JPY
Se osserviamo il cambio EUR/JPY possiamo notare una situazione molto simile a quella del cambio EUR/USD.
A partire dall’11 dicembre, infatti, l’euro ha avuto un deciso rafforzamento a scapito dello yen giapponese: il valore di cambio iniziale infatti era di 106.55; il 17 dicembre era pari a 110.80. Di seguito possiamo vedere il grafico ed l’evolversi della coppia di valute prese in considerazione.
Come già detto riguardo al cambio precedente, anche in questo caso possiamo fare solo considerazioni in negativo: la notizia della futura stretta da parte del governo centrale europeo non ha sicuramente inficiato il rafforzamento dell’euro, visto che esso ha continuato a rafforzarsi senza accusare rallentamenti di sorta.
Di contro, visto che la spirale positiva era già in atto ben prima della diffusione della notizia, non possiamo dire che la notizia abbia giovato alla moneta unica.


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