Ripartiamo con il nostro appuntamento mensile con gli statement delle principali banche mondiali, come sempre inizia quella del vecchio continente con le parole del presidente della BCE: Mario Draghi. Vediamo questo mese quali sono state le sorprese che il mercato ovviamente ha già scontato, ma che a noi servono per farci una idea futura sulle possibili scelte.
Se ti sei perso lo statement BCE di novembre o non ti ricordi cosa diceva, non esitare a rileggerlo.
Statement BCE
Analizziamo per “paragrafi” quello che viene detto dal presidente della BCE.
Inflazione e Misure non Convenzionali
Come sempre andiamo ad analizzare per punti, per rendere la lettura scorrevole:
- Tassi di Interesse rimasti inalterati sulla base delle nostre analisi economiche e monetarie.
- Per quanto riguarda invece le misure di politica monetaria non convenzionale, hanno iniziato l’acquisto di obbligazioni garantite e asset-backed securities, questi programmi di acquisto dureranno per almeno due anni.
- Alla BCE preoccupa questo ribasso dei prezzi sul petrolio, che può andare ad incidere nel medio – lungo termine sull’inflazione.
- Ovviamente Draghi da qualche mese a questa parte continua a ribadire che potrebbero essere necessarie misure non convenzionali, se l’economia europea continuerà a peggiorare.
- Obbiettivo della BCE è quello di riportare l’inflazione vicino al 2%.
- Sulla base delle informazioni disponibili a metà novembre, l’inflazione misurata sullo IAPC è stato previsto per raggiungere lo 0,5% nel 2014, 0,7% nel 2015 e 1,3% nel 2016. Le proiezioni macroeconomiche degli esperti però, sono state riviste significativamente al ribasso
Analisi Economica
Passiamo all’analisi economica vista in ottica di PIL e crescita, vediamo cosa ci dice Draghi.
Come sempre andiamo ad analizzare per punti quello che ci viene detto dalla BCE:
- PIL in termini reali dell’area euro è aumentato dello 0,2%, rispetto al trimestre precedente.
- Gli ultimi dati confermano però una crescita più debole nel prossimo periodo.
- La domanda interna dovrebbe essere sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria, i miglioramenti continui delle condizioni finanziarie, i progressi compiuti nel consolidamento strutturale delle riforme fiscali e dei prezzi dell’energia significativamente più bassi di sostegno al reddito disponibile reale. Inoltre, la domanda per le esportazioni dovrebbero beneficiare della ripresa globale.
- Ecco la nota dolente, d’altra parte però la ripresa è probabile che continui a essere frenata da una disoccupazione elevata.
- Ed ecco la ciliegina sulla torta, che esclude tutti gli altri punti precedentemente elencati: le proiezioni macroeconomiche per l’area euro, prevedono il PIL reale annuale in aumento dello 0,8% nel 2014, dell’1,0% nel 2015 e dell’1,5% nel 2016. Rispetto a settembre 2014 le proiezioni macroeconomiche degli esperti dicono che la crescita del PIL reale è stata rivista notevolmente al ribasso. Revisioni al ribasso sono state apportate alle proiezioni sia per la domanda interna e sia alle esportazioni nette.
Prestiti Erogati
Passiamo all’analisi dei prestiti erogati da società finanziarie.
Come sempre andiamo ad analizzare per punti quello che ci viene detto dalla BCE:
- Il tasso di variazione dei prestiti alle società non finanziarie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è di -1,6% in ottobre, dopo il -1,8% nel mese di settembre, mostrando una graduale ripresa da una depressione del -3,2% registrata nel mese di febbraio.
- Il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è stata dello 0,6% in ottobre, dopo lo 0,5% di settembre.
Conclusioni Finali
La politica monetaria è focalizzata sul mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio periodo e la sua posizione accomodante contribuisce a sostenere l’attività economica. Tuttavia, al fine di rafforzare l’attività di investimento, promuovere la creazione di posti di lavoro e aumentare la crescita della produttività, altri settori politici devono contribuire in modo decisivo (frecciata all’Italia?). In particolare, la decisa attuazione delle riforme del mercato del lavoro e dei prodotti, nonché azioni volte a migliorare il contesto imprenditoriale per le imprese che hanno bisogno di guadagnare slancio in diversi paesi.


