Con questo articolo vogliamo inaugurare questa piccola rubrica che faremo ogni mese sullo statement che ogni banca centrale rilascia. Oggi iniziamo con la BCE e con le dichiarazioni che ha rilasciato Mario Draghi la scorsa settimana, perciò senza perderci in altre parole, andiamo ad analizzare quello che ha detto.
Statement BCE
Analizziamo per “paragrafi” quello che viene detto dal presidente della BCE.
Acquisti ABS e misure per combattere l’inflazione
Il primo paragrafo ci dice già cose molto interessanti, che al momento conosciamo già tutti ovvero:
Facendo una rapida traduzione possiamo leggere come la banca centrale continui sulla strada indicata dalla precedente riunione, e cominci l’acquisto di ABS, che avranno durata di almeno due anni, per riportare l’economia europea ai livelli del 2012. Fin qui nulla di nuovo da quello che abbiamo letto dai giornali o visto dai telegiornali in questi giorni.
In questa parte del discorso da parte del presidente della BCE, cominciano a prendere piede delle misure straordinarie “se necessarie” per combattere la bassa inflazione. Ricordiamo che l’obbiettivo minimo è quello di avvicinarsi almeno alla soglia del 2%.
Situazione PIL
Questo è quello che dichiara Draghi sul PIL.
In questa parte ci sono due notizie, una buona e una che al momento lascia poco all’immaginazione:
- La notizia buona: il PIL rispetto allo scorso trimestre è aumentato dello 0,1%.
- La notizia che lascia ben poco all’immaginazione invece è che le stime di crescita del Prodotto Interno Lordo della zona euro sono negative o viste al ribasso fino al 2016.
Quali potrebbero essere i fattori che vanno ad influenzare queste stime al ribasso?
- Alta disoccupazione
- Crescita debole
- Rischi Geopolitici
Prestiti Finanziari
Questo è quello che dichiara la BCE sui prestiti finanziari.
Il tasso di variazione dei prestiti alle società non finanziarie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è rimasto negativo a -1,8% nel mese di settembre, dopo il -2,0% di agosto e -2,2% nel mese di luglio. Il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è stata dello 0,6% nel mese di settembre, dopo il 0,5% nel mese di agosto.
In linea con una certa stabilizzazione dei flussi di credito, l’indagine sul credito bancario di ottobre per l’area dell’euro ha registrato un allentamento netto dei criteri di concessione dei prestiti alle imprese e alle famiglie. Il consiglio della BCE comunque rimane molto aperta alle politiche accomodanti per sostenere l’erogazione di prestiti all’economia.
Conclusioni Finali
Al fine di rafforzare l’attività di investimento, promuovere la creazione di posti di lavoro e aumentare la crescita della produttività, altre politiche devono contribuire in modo decisivo. In particolare, la legislazione e l’attuazione di riforme dei prodotti e del mercato del lavoro, nonché le azioni volte a migliorare il contesto imprenditoriale per le imprese hanno bisogno di guadagnare slancio in diversi paesi. Per quanto riguarda le politiche di bilancio, i paesi con squilibri di bilancio (vi ricordate del nostro paese?) residui devono illustrare i progressi già compiuti e dovrebbero procedere in linea con le regole del Patto di stabilità e crescita.



