La storia dell’euro (II Parte)

Eccoci con la seconda ed ultima parte sulla storia della nostra moneta di riferimento, ovvero l’euro. Prima di iniziare faremo un piccolo riassunto sulla storia dell’euro (I Parte).

Breve Riassunto

La moneta unica europea, l’euro, nacque il 1° gennaio 1999. Nei tre anni successivi, tuttavia, rimase una valuta “virtuale”, utilizzata principalmente dalle banche e dai mercati finanziari. Per gran parte della popolazione diventò “reale”, visibile e tangibile, soltanto il 1° gennaio 2002.

Nel dicembre 1995 il Consiglio europeo riunitosi a Madrid decise di denominare “euro” la nuova moneta, scartando per le loro connotazioni nazionali altri suggerimenti, quali “ducato”, “scudo”, “fiorino”, “franco” o l’anteposizione del prefisso “euro” al nome delle monete dei singoli paesi, come ad esempio in “eurolira”.

Si convenne che la nuova denominazione restasse invariata in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea (UE), tenuto conto dei diversi alfabeti, fosse facile da pronunciare e risultasse soprattutto semplice e rappresentativa dell’Europa.

II Parte della storia dell’Euro

Dopo il breve riassunto, pronti a tuffarci nella seconda parte della storia della nostra moneta unica.

Quanta moneta stampare?

Le banche centrali nazionali (BCN) stimarono il proprio fabbisogno iniziale di biglietti in euro per la sostituzione del contante e per l’intero 2002.

Il primo ciclo di produzione fu destinato alla costituzione sia di uno “stock iniziale”, che avrebbe sostituito le banconote in valuta nazionale circolanti prima del passaggio all’euro, sia di “scorte logistiche”, che avrebbero assicurato la continuità dell’approvvigionamento nel corso dell’intero anno.

Il volume di produzione iniziale fu fissato nel 2001 a 14,9 miliardi di banconote (per oltre 633 miliardi di euro), di cui 9-10 miliardi dovevano costituire lo stock iniziale, in sostituzione dei biglietti in valuta nazionale circolanti, e circa 5 miliardi le scorte logistiche. Sebbene la stima dello stock iniziale fosse stata ricavata dalle banconote nazionali in circolazione (11,7 miliardi di pezzi alla fine del 2000), si rese necessario un quantitativo inferiore. Un anno dopo la loro introduzione le banconote in euro circolanti ammontavano a 8,2 miliardi; alla fine del 2006 erano aumentate a 11,3 miliardi.

euro

Le scorte di moneta

Le scorte logistiche sono riserve operative delle BCN e soddisfano la domanda di banconote in condizioni normali, compresi i picchi stagionali.

Sono destinate a:

  • sostituire le banconote non riutilizzabili rientrate dalla circolazione
  • fronteggiare aumenti previsti della circolazione
  • rispondere alle fluttuazioni stagionali della domanda
  • ottimizzare il trasporto dei biglietti fra le filiali delle BCN.

Le scorte detenute da una BCN sono tanto più ingenti quanto più estesa è la sua rete territoriale, poiché in ogni momento ciascuna filiale deve essere in grado di soddisfare l’eventuale domanda di qualsiasi taglio.

Il ritiro delle vecchie banconote

La maggior parte delle autorità nazionali tentò di ridurre preventivamente il carico di lavoro di banche, esercizi al dettaglio e società di trasporto valori nel periodo di sostituzione del contante invitando il pubblico a depositare le monete nazionali presso le banche molto prima del gennaio 2002. Nel 2001 la circolazione totale di monete nazionali diminuì del 9% in termini di valore: da 17,9 miliardi di euro alla fine del 2000 a 16,3 miliardi dodici mesi più tardi. In termini di volume, alla fine del 2001 circolavano ancora 107,5 miliardi di pezzi, pari a oltre il doppio del quantitativo totale prodotto per l’introduzione dell’euro.

Alla fine di febbraio 2002 era stato ritirato dalla circolazione circa un terzo delle monete nazionali in termini di valore, per cui quelle restanti scesero da 16,3 a 11,3 miliardi di euro.

Questa è la storia della nostra moneta, così è nato l’euro ma il futuro ci dirà se continueremo ad usarla oppure no. 

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