Italia: forse la ripresa è vicina, ma per la Grecia si deve ancora lavorare

Ancora una volta parliamo della situazione economica in cui si trova il Vecchio Continente. Quante volta abbiamo parlato della crisi? Innumerevoli, senza dubbio, senza contare di quante volte abbiamo parlato dei suoi effetti negativi (tipo il debito pubblico italiano e i suoi record)

Finalmente, il clima depressivo che ha avvolto il continente sembra finalmente aver lasciato spazio a qualche sprazzo di sole: secondo Mario Draghi la ripresa “procede ad un passo moderato”, anche se le previsioni prevedano un ampliamento più sostanzioso nel futuro. Quest’anno, la crescita si prevede pari all’1.5%, mentre nel 2016 e nel 2017 sarà rispettivamente dell’1.8% e del 2%.

Allo stesso modo, anche l’inflazione sembra finalmente portare notizie positive: a maggio essa ha registrato una variazione in positivo pari allo 0.3% (una notizia più che buona, se consideriamo qual era la situazione ad agosto 2014)

La Grecia e la necessità di un accordo forte

Mario Draghi ha poi rilasciato anche alcune dichiarazioni riguardo il paese affacciato sul Mediterraneo: “Abbiamo bisogno di un accordo forte e complessivo con la Grecia, che produca crescita, sia socialmente equo e finanziariamente sostenibile”, ha dichiarato Draghi.

“La palla è nel campo della Grecia” ha poi aggiunto “e la BCE sta facendo tutto ciò che è in suo potere”, anche se ha chiaramente lasciato intendere quanto un comportamento deciso del governo Ateniese sia fondamentale per la risoluzione della situazione che si è venuta a creare.

L’unico caso in cui la BCE possa accettare di farsi carico di ulteriori T-Bills è quello in cui ci sia “una credibile prospettiva di una positiva conclusione della corrente revisione” del programma, il che ovviamente richiede anche il pagamento dei fondi dovuti.

All’accusa di una certa inamovibilità di Draghi e di non essersi impegnato al massimo per scongiurare una Grexit, il presidente della BCE ha fatto notare come la decisione riguardo gli esborsi sia “esclusivamente politica” e, in quanto tale, spetta in esclusiva all’Eurogruppo.

La Grecia ha comunque rassicurato sia gli investitori, sia le autorità europee, dichiarando di avere tutta l’intenzione di ripagare appieno i suoi debiti. Per Draghi è inutile speculare su un possibile mancato pagamento: le promesse positive, ha affermato, hanno effetti positivi solo quando sono credibili.

All’accusa poi da parte di un parlamentare della sinistra spagnola di un “ricatto” perpetrato dalla BCE, attuato mediante il non acquisto dei bond Greci negli anni passati, Draghi ha nuovamente risposto ricordando come la BCE non sia un’entità politica, e si limiti ad attuare le regole.

La BCE, sempre secondo Draghi, ha ottimi motivi per non acquistare i titoli della Grecia, motivi modificabili solo una volta che siano state concluse con successo le trattative per il piano d’aiuti.

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