L’inflazione aumenterà o diminuirà?

Un rallentamento dell’inflazione dopo l’estate sarebbe positivo per il costo della vita, ma potrebbe essere di cattivo auspicio per una recessione.

Inflazione aumenterà o diminuirà dopo l’estate?

Gli ultimi dati dell’economia statunitense rivelano un raffreddamento delle misure di inflazione e una stagnazione dei consumi, segnalando una minore pressione sui bilanci delle famiglie ma anche una perdita di slancio nel motore economico del Paese.

L’inflazione europea ha superato quella degli Stati Uniti a un livello più alto, ma sembra seguire un percorso simile.

Questo senso makyese in quanto i prezzi europei sono aumentati di più all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina, ma sono ancora ampiamente influenzati dalla stessa tendenza globale post-pandemia. Pertanto, possiamo fare una dedica simile sul futuro dell’inflazione in Europa, ma con un ritardo.

Il quadro attuale dell’inflazione

L’inflazione è prevista in ulteriore calo nei prossimi mesi, anche per l’esclusione dal calcolo di significativi aumenti dei prezzi rispetto a un anno fa.

La fine dei consistenti rincari dei generi alimentari e una leggera tendenza al ribasso dei prezzi delle auto nuove contribuiscono all’allentamento complessivo.

Anche i prezzi dell’energia, inclusi benzina, gas naturale ed elettricità, hanno registrato un calo, ma è improbabile che si verifichino ulteriori riduzioni di questi prezzi. 3 misure dell’inflazione USA stanno rallentando (ma 1 no)

L’indice dei prezzi PCE

Un indicatore chiave dell’inflazione, aumentata dello 0,1% a maggio, riflettendo un rallentamento della crescita dei prezzi. Questa cifra rappresenta il ritmo più lento visto in più di due anni, suggerendo un certo sollievo dalle elevate pressioni sui prezzi.

Tuttavia, l’indice dei prezzi core PCE, che esclude cibo ed energia, è ancora aumentato del 4,6% da maggio 2022, indicando pressioni inflazionistiche persistenti che rimangono ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della Federal Reserve.

Spesa reale dei consumatori

Al netto dei prezzi, la spesa al consumo è rimasta invariata a maggio, dopo un modesto aumento dello 0,2% ad aprile. La spesa delle famiglie ha registrato un notevole rallentamento dopo l’impennata di inizio anno.

A fronte di un aumento della spesa per servizi, sono diminuiti gli acquisti di merci, in particolare di autoveicoli. I deboli dati sulla spesa dei consumatori contrastano con altri dati recenti che indicano un’economia resiliente, trainata principalmente da un forte mercato del lavoro.

Servizi

Alla base del rapporto del governo, una metrica chiave ha evidenziato un gradito rallentamento dell’inflazione. L’inflazione dei servizi, esclusi i servizi abitativi ed energetici, è aumentata solo dello 0,2% a maggio rispetto al mese precedente, il più piccolo aumento dal luglio dell’anno precedente.

Sebbene questa cifra rappresenti un aumento anno su anno del 4,5%, segnala un potenziale allentamento delle pressioni inflazionistiche in alcuni settori dell’economia.

CPI di base

Escludendo cibo ed energia, l’inflazione dei prezzi al consumo (CPI) di base rimane al 5,3% negli ultimi dodici mesi fino a maggio e si prevede che oscillerà intorno al 5% per il resto dell’anno.

I prezzi degli alloggi, la componente più importante dell’indice di inflazione, continuano a salire, anche se a un ritmo più lento. I prezzi degli altri servizi, in particolare nella componente dei servizi di base, mostrano un moderato aumento, con livelli di prezzo elevati osservati nei ristoranti.

Potenziali minacce economiche

Mentre la bassa disoccupazione e la costante crescita dei salari hanno sostenuto la spesa dei consumatori, ci sono preoccupazioni di fondo nell’economia.

Alcune famiglie fanno più affidamento sulle carte di credito poiché i risparmi in eccesso legati alla pandemia diminuiscono e i tassi di insolvenza sono in aumento.

Questi fattori, insieme all’aspettativa di un inasprimento delle condizioni del credito, rappresentano potenziali minacce per l’attuale espansione economica.

Implicazioni per la politica monetaria

Nonostante alcuni progressi nel raffreddare l’inflazione e nel rallentare la spesa dei consumatori, la Federal Reserve rimane cauta.

Il tasso di inflazione continua a superare l’obiettivo del 2% della banca centrale, spingendo i funzionari a segnalare le loro aspettative per altri due aumenti dei tassi di interesse entro la fine dell’anno, con la possibilità che il primo aumento si verifichi nella prossima riunione di luglio.

Conclusione

Gli ultimi dati indicano un raffreddamento delle misure di inflazione negli Stati Uniti e una spesa dei consumatori stagnante, suggerendo una perdita di slancio nella crescita economica del paese.

Sebbene le pressioni inflazionistiche si siano leggermente attenuate, rimangono al di sopra dell’obiettivo della Federal Reserve. La Federal Reserve dovrebbe riprendere a salire i tassi di interesse nel prossimo futuro.

Inoltre, sebbene l’economia abbia dimostrato resilienza, le preoccupazioni per la dipendenza dalle carte di credito e l’aumento dei tassi di insolvenza si profilano come potenziali rischi per l’espansione in corso.

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